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AI agent nella funzione Finance: il punto della relazione
Kristine Brands sostiene che le aziende debbano adottare l’AI, ma che il rischio più sottovalutato sia affidare attività finanziarie agli agenti senza adeguare i controlli interni. Un agente può preparare analisi, intervenire su un processo o produrre output usati nel bilancio: per ciascuna attività occorre sapere che cosa può fare, su quali dati opera, chi verifica il risultato e chi ne risponde.
La relazione distingue diversi livelli di autonomia: dall’assistente che risponde a una domanda, all’agente che svolge un compito ripetitivo, fino ai sistemi che prendono ed eseguono decisioni con maggiore indipendenza. Più crescono autonomia e impatto potenziale di un errore, più devono crescere i controlli.
I rischi principali
Ambito Che cosa può andare storto Finanziario Errori nelle transazioni, nelle previsioni o nel reporting; frodi e danni economici. Operativo Dipendenza eccessiva dall’agente, guasti nelle integrazioni e interruzioni dei processi. Cybersecurity e dati Accessi impropri, perdita di dati, attacchi tramite istruzioni malevole e vulnerabilità dei fornitori. Governance Responsabilità poco chiare: nessuno sa con precisione chi autorizza, controlla e corregge l’agente. Competenze Mancanza di persone capaci di progettare, usare e verificare questi sistemi. La proposta operativa per AFC e internal audit
Il primo passo è censire gli agenti già utilizzati e classificarli per complessità del compito e danno potenziale in caso di errore. Le attività più delicate, come pagamenti, scritture contabili e preparazione dei dati di bilancio, richiedono priorità.
Per ogni agente la relazione suggerisce poi di definire:
- Permessi limitati ai dati e alle azioni necessari.
- Separazione dei compiti tra chi sviluppa, autorizza ed esegue i controlli.
- Tracciabilità di istruzioni, azioni, risultati ed eventuali interventi umani.
- Verifica degli output prima che producano effetti su attività critiche.
- Monitoraggio continuo con alert, test e riesame dei controlli nel tempo.
La risposta più concreta arriva nel confronto finale: Brands indica come priorità per i prossimi mesi affiancare ai controlli già esistenti sul closing e sul bilancio controlli specifici per ogni processo che usa l’AI. Bisogna capire come l’agente arriva al risultato e verificare che quel risultato sia corretto prima di utilizzarlo.
In sintesi: il valore dell’AI per Finance è reale, soprattutto nell’automazione e nell’analisi. Ma delegare un’attività a un agente senza inventario, limiti operativi, responsabilità e verifica dell’output crea un punto cieco nel sistema di controllo interno.
